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  • Massimiliano Valente

In un mondo virtuale il divertimento è artificiale!

Chi nasce e cresce avendo il privilegio di vivere gli anni della propria gioventù in un posto così solare come l’Emilia Romagna , lo sa bene :

“ Il divertimento è Cosa seria !”


La città in cui sono nato , Rimini è considerata (alla quasi unanimità) la capitale del divertimento Italiano e con essa un po’ tutta l’Emilia Romagna riflette i principi della convivialità e dell‘esaltazione e della condivisione dei piaceri , non solo notturni ma anche legati alla buona ristorazione , agli eventi , ai parchi tematici ed a tanti altri settori ed aspetti dell’intrattenimento.

In questa striscia di litorale di circa 70 km quella che parte Da Ravenna ed arriva a Cattolica negli ultimi 50 anni si è andato via via affermando e diffondendo il così detto diritto al divertimento , quello che parte dagli 0 ed arriva sino ai 100 anni ! Dalla mitica Ca‘ del liscio “vera e propria mecca dei balli Romagnoli classici“ sino ad arrivare al Cocoricò di Riccione ” simbolo dell’eccesso smodato e talvolta sregolato “ , si sono susseguiti una miriade di locali , di serate a tema e tante iniziative a carattere gioviale e festoso ; oserei dire che per decenni il meccanismo è stato virale / virtuoso ed ha sospinto l’economia del territorio al punto tale da generare veri e propri fenomeni di emulazione da parte di altre regioni italiane e Nazioni estere .

Io sono stato investito in pieno da questa tendenza (che all’epoca è poi diventata una radicatissima cultura) , ed avendo attraversato per almeno vent‘anni una progressione pressoché inarrestabile di stili e di mode , mi sono molto interrogato sul tema relativo all’evoluzione della sfera sociale legata al divertimento : traendo delle riflessioni singolari di cui qui vi accenno brevemente , (anche se in realtà l’argomento sarebbe strettamente connesso alla qualità della vita in senso più ampio e generale e meriterebbe un maggior approfondimento .)

La parola stessa “divertimento” ha un’timologia antica e deriva dal latino “divèrtere”, che significa deviare, volgere altrove, nel senso di deviare l’attenzione dai problemi e dai pensieri quotidiani.

Dal mio punto di vista , sino a quando l’esigenza di evadere si è manifestata come condivisione del piacere meramente gioviale , trovando pieno appagamento nell’esperienza sensoriale dello scambio emozionale e nell’utilizzo della musica come strumento in grado di amplificare e congiungere le sensazioni : possiamo parlare di divertimento sano e consapevole ; che per anni ha imperversato diffondendo anche tanto entusiasmo e positività nella vita quotidiana , nel lavoro , nella scuola un po’ in tutte le esperienze di socialità che vedevano come sfondo epocale la consapevolezza che nel prossimo fosse anche riposta la potenziale chiave della propria felicità ! Fino a questa “era” la funzione del divertimento assumeva dei connotati di grande importanza , stemperava le tensioni e faceva da valvola di sfogo naturale alle pulsioni ed alle frustrazioni della gente . Poi via via , complice la natura imperfetta dell’uomo che tende sempre a spostare l’asticella più in là per ricercare nuove dimensioni , si è arrivati all’avvento dello sballo , delle droghe e dell’alcol in eccesso , consumati in discoteca durante le serate : di qui in avanti si è innescato il vero meccanismo di distruzione della naturalità a vantaggio dell’artificialità .

L’idea che per ricercare il divertimento estremo si dovesse ricorrere a metodi così cruenti e lesivi della sfera personale , ha generato nel tempo una progressiva distruzione dell’equilibrio naturale ed inerziale legato alla fisiologia e talvolta alla biologia umana . Quello che una volta era percezione è diventata alterazione , l’emozione si è via via trasformata in allucinazione e la ricerca della felicità conviviale si è infranta contro l’incapacità delle nuove generazioni d‘interagire e di socializzare in maniera naturale . Se a tutto questo aggiungiamo l’avvento del web dei social e degli spazi virtuali destinati all’interazione tra le persone , capiamo ancora meglio come non esista una forma vera e propria di divertimento “ sano “ , specialmente tra i giovani e le nuove generazioni . Tutto questo mi rattrista molto

ma purtroppo è lo stadio in cui attualmente ci troviamo : “ una sorta di girone Dantesco , quasi infernale in cui la realtà viene alterata e la società ancora sana non trova ormai alcuno spazio per divertirsi in maniera genuina.

MV





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